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IL CORAGGIO DI EDUCARE OGGI



Il giorno 16 novembre 2016 presso i locali dell’”Asilo Infantile di Pernate”,

si è svolto l’incontro formativo per i genitori “ll coraggio di educare oggi”,

tenuto dalla psicologa suor Francesca Vay di Vercelli.

Ha iniziato l’incontro chiedendo ai genitori: Cosa s’intende per “EDUCARE”, quali sentimenti suscita?

Nei genitori ha suscitato vissuti emotivi diversi. Ci vuole coraggio educare: dire dei SI e dei NO.

Dire dei SI in qualche modo è più facile e anche permette di costruire una relazione più pianificata;

i NO vuol dire mettersi in una condizione non

certo di soddisfazione emotiva: di lotta, di indecisione, di senso di colpa.

Il compito dei genitori è di dare delle ALI e delle RADICI perché i figli crescano bene.

Ha scelto queste due immagini della natura perché ci permettono di parlare di fattori psicologici importanti fin dall’inizio della vita.

Le ALI rappresentano i sogni e i desideri senza i quali non si può crescere. I desideri cambiano con l’età.

Le RADICI rappresentano le stabilità, le basi per resistere alle prove della vita Mettere le radici è il senso di solidità per affrontare la vita.

Cosa rende solida una persona umana?

Ciò che rende solida una persona umana sono: La FIDUCIA e la STRUTTURA.

La FIDUCIA è il fondamento su cui la persona umana si apre alla vita. Dall’inizio della vita lottiamo tra la fiducia e la sfiducia. La lotta che il bambino deve attuare contro la percezione che provengono dall’esterno:

-        sensazione di minaccia

-        panico

-        senso di insicurezza

Il bambino è estremamente vulnerabile e le cure materne gli permettono di sperimentare:

-        percezione di tranquillità

-        sicurezza

-        certezza di poter essere difeso da qualsiasi pericolo o difficoltà

Dare fiducia vuol dire poter credere che qualcun altro si prende cura di me.

La fiducia si riceve, sta all’origine di ogni capacità relazionale. Il controllo della fiducia è il SOSPETTO, che impedisce l’instaurarsi di relazioni sane.

Una fiducia solida si costruisce attraverso:

-        la stabilità emotiva della madre

-        la capacità di tollerare i capricci

-        la capacità di punire in modo adeguato

-        rafforzare i comportamenti positivi

Bisogna dare “autonomia” ai bambini, bisogna “lasciarli andare”, infondere fiducia aiuta a contrastare le paure.

La STRUTTURA rappresenta:

- la capacità di cavarsela nella vita

- identità solida, capace di organizzare le diverse parti dell’IO.

L’IO può essere:

GRANDIOSO: caratterizzato dal senso di onnipotenza che darà origine ai capricci.

VULNERABILE: in cui il bambino inizia a percepire i suoi limiti.

I bambini hanno dei limiti e il compito dei genitori è di incoraggiarli ed amarli per quelli che sono in quanto unici.

Come far crescere la STRUTTURA?

È bene trovare un giusto equilibrio tra gratificazione e frustrazione.

Gratificare significa approvare, concedere, soddisfare i bisogni, sostenere.

Frustrare significa dire dei no, punire, non concedere.

I bambini devono saper attendere, bisogna sempre dire il perché si dice No, quindi spiegare, motivare, fermezza e coerenza sono fondamentali.

Le Ali rappresentano i bisogni e i desideri dei bambini. I bisogni sono impulsi impellenti, come la fame.  Desideri se non vengono soddisfatti immediatamente creano un mondo interiore. È necessario creare una distanza tra il desiderio e la soddisfazione. AMARE non è GRATIFICARE.

A fine incontro la psicologa ha dato alcuni consigli utili:

Non aver timore di dire dei No.

Non voler spiegare tutto non lasciare troppo potere decisionale a bambini.

Non mandare messaggi ambivalenti e confusi, quindi coerenza.

Nella crescita dei bambini è importante sia l’apporto materno (affettivo) che paterno (fa crescere la struttura e insegna l’autonomia e i valori)

“Il mestiere del genitore è il più difficile in assoluto, per farlo bene non è necessario essere perfetti “

“I vostri figli non sono figli vostri... sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.   Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.   Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono. Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee …”                     ( Gibran)