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I CAPRICCI DEI BAMBINI: CAUSE E RIMEDI

Il giorno 21 febbraio 2017 presso i locali dell’”Asilo Infantile di Pernate”, si è svolto il secondo incontro formativo per i genitori “I capricci dei bambini: cause e rimedi.” tenuto dalla psicologa suor Francesca Vay di Vercelli.

I capricci: Cosa sono? Quali i rimedi?

Il capriccio è una parola contenitore e ha molti significati.

Imparare a gestire i capricci non è un compito facile per il genitore. I bambini, durante il loro percorso di crescita adottano comportamenti ed atteggiamenti diversi per imparare ad ottenere e soddisfare i loro bisogni affettivi, relazionali ed oggettuali .

 I capricci dei bambini, sono dunque delle modalità comunicative e relazionali che vengono adottate allo scopo di ottenere l’attenzione dell’adulto e a soddisfare i propri bisogni.

Bisogna capire dove si collocano i capricci.

Che cos’è il narcisismo infantile? È una fase dello sviluppo infantile e la fase è un periodo caratteristico dell’infanzia dove si cambia il modo di percepire sé stessi e gli altri.

Ad esempio il pianto attraversa la fase tra benessere / malessere – fiducia / sfiducia e arriviamo alla fase dei nostri bambini che è la fase narcisistica e la dinamica è potere / debolezza.

Una parola chiave: Potere – potere di fare, potere di dire, potere di decidere e scegliere

Quali le regole e i limiti:

-        Sono una tutela dai pericoli

-        Un modo per educare i bambini che ci sono dei limiti invalicabili

-        Protezione dalle forze interne dirompenti

Queste regole e limiti sono vissute come un’imposizione che toglie libertà ed espressione di sé.

Reazioni negative

*  Assecondarli

      - Lotta di potere

      - Ti squalifico


Reazioni positive

*  Regole chiare e ben definite, evitare il discussionismo

-        Mirare all’obbiettivo, non alla reazione

-        Ignorare le relazioni spropositate

-        Contenere l’espressione della rabbia

-        Essere fermi su alcuni aspetti e lasciarne andare altri

I bambini devono sempre essere guidati, orientati.


Concludendo la psicologa ha dato alcuni messaggi dal nostro mondo:

·       Ascoltare sempre il bambino e consolarlo perché nelle manifestazioni di rabbia c’è sempre una richiesta di aiuto e un disagio profondo.

·       Non assumere il ruolo di chi detta le regole perché l’autorità è percepita come schiacciante e non protettiva.

·       Lasciare libertà e potere decisionale per favorire la crescita